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venerdì 25 maggio 2012

PRESS PLAY: L'ARTE E I MEZZI D'INFORMAZIONE

25 maggio 2012

InformARTEvi !

I mass media e i mezzi di comunicazione , oggi giorno, stanno influenzando direttamente o indirettamente la vita quotidiana di ognuno di noi.
A questa ondata di informazioni le persone reagiscono in maniera differente, da chi ignora tutto e si chiude nel suo piccolo mondo a chi prende ogni parola come "oro colato" , da chi cerca di farsi pubblicità in ogni maniera a chi preferisce sapere le ultime notizie in fatto di gossip dal parrucchiere. 
Ma ci si è mai chiesti cosa ne pensano gli artisti di questo fenomeno ? 
La fondazione Sandretto Re Baudengo ha provato a rispondere a questa domanda presentando la mostra " Press Play. L'arte e i mezzi dell'informazione " una mostra che vuole spiegare il punto di vista degli artisti su questa società dove le persone sono bombardate da informazioni, immagini, video ventiquattro ore su ventiquattro.
Gli artisti non danno un giudizio sulla società odierna, ma ci vogliono insegnare come interrogare le realtà di oggi , dare dei criteri per giudicare i fatti di cronaca e selezionare e saper riconoscere le vere notizie . 
Le opere dei sedici artisti della mostra sono arroganti, provocatorie e di forte impatto, proprio perchè vogliono mettere come soggetto del loro lavoro non l'opera in se, ma lo spettatore che deve indagare sulla veridicità delle informazioni. Quindi i protagosti della mostra siamo noi, pubblico ,poichè gli artisti ci danno soltanto uno spunto da cui deve partire una riflessione più profonda e personale. 

Matteo Colombino





Press Play: l'informazione in mostra

L’informazione e l’arte sono due branche della cultura che inducono al ragionamento e allargano l’orizzonte del pensiero. La prima è quotidianamente presente nelle nostre vite: ci aggiorna sull’andamento del mondo, ci porta involontariamente a porci delle domande su quello che capita intorno a noi ed è caratterizzata dall’immediatezza, dalla riproduzione dell’accaduto in tempo reale; la seconda, invece, ha più un carattere “elitario”, ha un’anima più profonda collegata alla complessità della visione umana e, avendo un tempo di metabolizzazione più lento, induce a riflessioni meno ordinarie.

(Giardino Fergat, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo-Torino)

Quando l’arte fa dell’informazione il suo oggetto di rappresentazione nasce una domanda: che relazione c’è tra noi e i mass media? Quando la stessa domanda viene posta da più artisti, o quando più persone cercano di tradurre in arte la propria risposta, ecco che ne nasce una mostra: Press Play”. Le sale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino hanno infatti ospitato fino al 6 Maggio i vari modi in cui 16 artisti da tutto il mondo  hanno cercato di interpretare la relazione tra la società e i mass media. Tra i nomi autorevoli della mostra si riconoscono il torinese Alessandro Quaranta, lo sfrontato Jon Kessler  ed il celebre Steve Mc Queen.

Le visioni artistiche che vengono fuori dalla mostra sono le più varie, anche perché le modalità di interpretazione sono differenti: una serie di artisti ha, ad esempio,  focalizzato l’attenzione sulla nascita di una notizia, il suo sviluppo nell’apparato mediatico e il suo impatto sulla società; l’altra fetta, invece, ha preferito servirsi degli stumenti di divulgazione delle informazioni, per stravolgerne i canoni e renderli arte.

Tra le opere in mostra sicuramente una delle più interessanti e dirette è l’istallazione di Thomas Hirschhorn. Consapevole che la libertà di un artista è notevolmente maggiore rispetto a quella di un giornalista, l’artista svizzero ha utilizzato delle foto censurate per realizzare una sorta di vetrina in cui una serie di manichini mutilati mettono lo spettatore davanti a se stesso e al suo rapporto con la realtà. Ingrowth, questo il titolo dell’opera, pone lo spettatore davanti alla sua capacità di osservare il reale senza censura e senza filtri.


(Ingrowth, Thomas Hirschhorn)

Un’altra opera che mette alla prova la capacità di osservare gli eventi e, in particolare, il modo in cui questi vengono resi giornalisticamente è “9/12 Frontpage” di Hans-Peter Feldmann. L’artista affianca su un’unica parete 150 testate dei più importanti quotindiani di tutto il mondo datate 12 settembre 2001, il giorno dopo l’attentato alle torri gemelle. Pur essendo frutto di culture diverse ed essendo scritte in lingue differenti, le pagine  si somigliano per la tragicità di immagini e per i toni apocalittici. L’opera celebra fulmineamente il dominio dell’immagine e l’immediatezza della parola scritta.

(9/12 Frontpage, Hans-Peter Feldmann)

Tra le opere in mostra vi è anche una rappresentazione della realtà italiana vista dall’occhio critico del siciliano Alessandro Gagliardo che va sotto il nome di “Palinsesto, nota complessa”. L’opera in questione è una raccolta di immagini, un percorso molto personale sul cambiamento dei contenuti della televisione italiana e dei suoi fruitori. L’autore rende pubblica la sua opinione, non si pone da semplice osservatore esterno, non si accontenta di mettere in tavola una questione e farla sviluppare al fruitore dell’opera. Con una sottolineatura piuttosto marcata rende il suo pensiero e delinea la sua opinione grazie alla scelta di immagini e materiale d’archivio posti lungo una parete: è quello il suo giudizio, la sua visione sulla vicenda maturata negli anni. L’osservatore deve solo prenderne atto, e semmai decidere se essere in accordo o in disaccordo.

Maria Serena Ciaburri

sabato 14 aprile 2012

Anche le foto possono denunciare

L'informazione può essere trasmessa anche attraverso le immagini ?
Ebbene si ! Un esempio di ciò è il grande fotoreporter Steve McCurry, che si è distinto particolarmente dai suoi colleghi, non soltanto per le sue foto, ma per le imprese da lui sostenute .


La sua carriera è stata lanciata quando, travestito con abiti tradizionali, ha attraversato il confine tra il Pakistan e l'Afghanistan, controllato dai ribelli poco prima dell'invasione russa.
Quando tornò indietro, portò con sé rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti.
Quelle immagini, che sono state pubblicate in tutto il mondo, sono state tra le prime a mostrare il conflitto al mondo intero.



Il suo servizio ha vinto la Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad, un premio assegnato a fotografi che si sono distinti per eccezionale coraggio e per le loro imprese.
McCurry ha poi continuato a fotografare i conflitti internazionali, tra cui le guerre in Iran-Iraq, a Beirut, in Cambogia, nelle Filippine, in Afghanistan e la Guerra del Golfo.
Il lavoro di McCurry è stato descritto nelle riviste di tutto il mondo e contribuisce sovente al National Geographic Magazine.
McCurry è membro della Magnum Photos dal 1986.
Egli è il destinatario di numerosi premi, tra cui il Magazine Photographer of the Year, assegnato dalla National Press Photographers’ Association.
Lo stesso anno ha vinto per il quarto anno consecutivo il primo premio al concorso World Press Photo Contest. Ha vinto inoltre l'Olivier Rebbot Memorial Award per due volte.
McCurry si concentra sulle conseguenze umane della guerra, mostrando non solo quello che la guerra imprime al paesaggio ma, piuttosto, sul volto umano.
Egli è guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia circa il mondo e tutti coloro che lo abitano, ed ha una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana.

"La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l'anima più genuina, in cui l'esperienza s'imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità".

A roma è stata allestita una mostra dedicata a questo grande personaggio che raccoglie oltre 200 fotografie selezionate dal suo vasto repertorio frutto di oltre 30 anni di straordinaria carriera di fotografo e di reporter  ( ci sono stato , una bellissima mostra !!!)

Ma per chi non riesce ad andarci, sul sito ufficiale di Steve McCurry si possono vedere tutte le sue fotografie comodamente dal computer , anche se per esperienza posso dire che vederle dal vivo nella mostra sono ancora più incredibili e toccanti  .

Link:
Per vedere le foto : http://stevemccurry.com/
Altre notizie su Steve McCurry: http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_McCurry;                                                             http://www.lucidistorte.it/blog/fotografia/i-grandi-fotografi-steve-mccurry/;
Informazioni per la mostra : http://www.stevemccurryroma.it/home.php

consiglio anche questo sito che collega  gli argomenti della fotografia e  della informazione : http://www.fotoinfo.net/






                                                                                                                                      Matteo Colombino