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lunedì 23 aprile 2012

La voce del mondo

Per noi aprire,gestire e utilizzare i blog è davvero facile , ma non per tutti è cosi ! Infatti  non tutti hanno la fortuna di abitare in paesi dove la libertà di espressione è un diritto inviolabile .
E qui entra in scena Global Voices Onlineun progetto globale senza fini di lucro centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University (Boston, USA), gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società (dall'autunno 2008 Global Voices opera in maniera indipendente, registrato come ente non-profit in Olanda).

Global Voices ha l'obiettivo di aggregare, far conoscere e amplificare la conversazione globale che avviene online - mettendo in evidenza luoghi e persone che gli altri media spesso ignorano. Lavorano per sviluppare strumenti, istituzioni e relazioni onde consentire a tutte quelle voci di poter essere ascoltate ovunque.

Gli obbiettivi di questo progetto sono :
1) Richiamare l'attenzione sulle conversazioni più interessanti e sulle prospettive che emergono dai citizen media in tutto il mondo, segnalando testi, foto, podcast, video e altre forme di espressione alla portata dei cittadini di ogni parte del mondo.
2) Facilitare l'emergere di nuove voci attraverso la formazione, i corsi online e il ricorso a strumenti gratuiti e open source capaci di consentire a chiunque di esprimersi, utilizzandoli in maniera efficace e consapevole.
3) Difendere la libertà di espressione nel mondo e tutelare il diritto dei citizen journalist a raccontare eventi ed esprimere opinioni senza timore di persecuzioni o censure.
Global Voices Online ha anche avviato progetti per migliorare il loro servizio :
Global Voices Advocacy: programma per permettere alle persone di esprimersi laddove la loro voce online viene censurata.
Rising Voices: per dare voce a specifiche comunità marginalizzate grazie ai citizen media.
Progetto Lingua: le notizie di Global Voices vengono poi tradotte in oltre 18 lingue diverse da traduttori volontari.
Insomma Global Voices credono nella libertà d'espressione: nella difesa del diritto a parlare, e anche ad ascoltare, crediamo nell'accesso universale agli strumenti di discussione.              Puntando a quest'obiettivo, forniscono a chiunque voglia esprimersi i mezzi per farlo, e al tempo stesso offrono gli strumenti adatti a chiunque voglia prestare ascolto a queste voci.
se vuoi sostenerlo come facciamo noi vai qui :http://it.globalvoicesonline.org/about/aiutateci/


                                                                                                                                      Matteo Colombino

giovedì 19 aprile 2012

Il buon giornalismo a 99 cents


Kickstarter è una piattaforma online che offre la possibilità agli utenti di condividere con altri le proprie idee progettuali e di raccogliere fondi per realizzarle. La forza della piattaforma si basa sulla pubblicizzazione dell’idea che si vuole realizzare e lo stabilimento di un range di tempo massimo nel quale è possibile raccogliere online fondi per il raggiungimento del budget prefissato.   
Tra i tanti progetti nati grazie alla vetrina Kickstarter se ne distingue uno particolarmente interessante: MATTER. I suoi creatori sono Bobbie Johnson e Jim Giles, due reporters freelance impegnati in testate come Wired UK e The Guardian (il primo) e il New York Times e New Scientist (il secondo). Lavorando in  ambienti così stimolanti, i due giornalisti  vivono costantemente sulla loro pelle la crisi della carta stampata e la progressiva riduzione di “meaty news” (notizie sostanziose). Indagando nel loro ambiente,  si accorgono di non essere i soli a vedere del potenziale nella rete Internet e a volere dal giornalismo (e da se stessi) qualcosa in più. Preoccupati che la pubblicità che sostiene i giornali stia assumendo il ruolo da protagonista che spetta di diritto alle notizie, optano per un ritorno alla purezza del “long-form journalism”, ma in maniera del tutto innovativa.
Bobbie e Jim sono convinti del fatto che “il mondo sia pieno di storie, storie sulla scienza, la tecnologia, l’economia, l’ambiente e il futuro, ma che alcune di queste non vengano dette” in quanto il giornalismo è costretto da leggi economiche sempre più pressanti. Ed ecco l’idea: perché non rendere disponibili queste storie direttamente in rete, creando un giornalismo di qualità autofinanziato? Il progetto, che ha preso il nome di Matter, prevede che ogni settimana venga pubblicata online, da parte di giornalisti esperti, “Just one unmissable story” ("una sola imperdibile storia"), curata nei minimi dettagli, su temi scientifici, tecnologici o su argomenti normalmente tralasciati. 
"Stiamo costruendo Matter per i lettori, non per i pubblicitari," sostengono Bobbie e Jim, "il buon giornalismo non è economico: richiede tempo e soldi affinchè i grandi reporters facciano del loro meglio. Questo significa che dobbiamo pagare. Ma non molto: circa 99 cents a storia. E' un esperimento per vedere se il giornalismo indipendente, fatto bene, può colmare il vuoto lasciato dai mezzi di comunicazione tradizionali".
(Bobbie Johnson)
Ma il progetto, oltre al denaro necessario per autosostenersi, ha bisogno di fondi iniziali per autogenerarsi, fondi che però mancano ai due giornalisti freelance. Così, afferma Jim Giles, si sono chiesti: what we can do rather than sit back and complain, to fix this?” ("Che cosa possiamo fare, invece che restare seduti e lamentarci, per risolvere tutto questo?"). Ebbene, i due hanno proposto il loro progetto sulla piattaforma Kickstarter, presentando Matter come la possibilità di ottenere del buon giornalismo, con la sola garanzia dei loro curricula e con la speranza che accompagna ogni idea nascente.

Bobbie e Jim, prefissandosi un target di $ 50 000 da raggiungere in un mese, sono stati felici (e increduli) di  aver raggiunto l'obiettivo in sole 38 ore. Le donazioni sono continuate e il 24 Marzo scorso i due reporters hanno raccolto la cifra finale di $ 140,201, dichiarando sulla piattaforma Kickstarter: "La risposta avura da tutti voi lì fuori è andata ben oltre i nostri sogni più impensabili".
Nata come una necessità ristretta, avvertita solo in ambito giornalistico, Matter si è così rivelata un'esigenza comune, avvertita da una buona fetta della popolazione stanca di un'informazione poco informativa.  A firmare gli articoli targati Matter al fianco di Bobbie e Jim ci sono esperti del settore con background molto solidi: dal New Yorker al National Geographic e dal Washington Post  all’Economist.
"Non stiamo dicendo che questa sia un'enorme rivoluzione che sta cambiando l'universo", affermano i due reporters, "ma pensiamo che ci sia abbastanza mercato per quello che stiamo facendo... Pensiamo di poter fornire il supporto che serve e di poterlo fare in un modo che forse potrà in piccola parte aiutare il giornalismo, forse possiamo aiutare le persone a pensare un pò più in grande su come possono produrre materiale in futuro."

Maria Serena Ciaburri