martedì 12 giugno 2012

Risulati sondaggio: "Come vivi lo sviluppo delle informazioni sul Web?"

12 Giugno 2012


Circa un mese fa avevamo avviato un sondaggio, che vi chiedeva di esprimervi in merito al vostro pensiero sullo sviluppo delle informazioni sul Web.

Questi sono i risultati:

Gli utenti che hanno risposto sono 18 (molto pochi, ma non siamo un blog popolare lo sappiamo), e a tutti è stata data la possibilità di scegliere più di una opzione.

Passando ai risultati, c'è senza ombra di dubbio una netta maggioranza di internauti (61%) che sono preoccupati per la loro privacy. Ciò sta a dimostrare che in parallelo alla crescita di Internet, aumenta anche la mole di dati personali che esso riceve da noi (più o meno consapevolmente).

C'è poi un 33% (sul totale di risposte date) che vede il Web come un luogo in cui non ci siano solo le informazioni che a noi interessano, ma anche molte in più che potrebbero essere viste come inutili dal singolo oppure dall'intera rete di utenti.

Altra nota dolente: solo in 3 si sentono sicuri navigando sul Web! Questo sta sicuramente a significare che c'è chi crea dell'allarmismo per quanto riguarda la navigazione, oppure una diffusa ignoranza sui metodi per evitare vari problemi di sicurezza (a tal proposito vi rimanderei alla voce di Wikipedia sulla sicurezza informatica).

Ma fate attenzione perchè non siete solo voi utenti ad aver paura della potenza di diffusione della Rete, ma ci sono anche coloro che hanno il potere e che si vedono minacciati da contenuti diffusi online senza il loro permesso (un vero schiaffo alla democrazia).

In un articolo recente su www.primadanoi.it [http://bit.ly/LhemEa] si fa riferimento alla "potenza" del colosso di Mountain View: il noto motore di ricerca Google. Si evidenzia infatti la facilità con cui chiunque abbia una certa notorietà possa richiedere a Google di rimuovere un contenuto lesivo della propria persona. Il più delle volte però assume i connotati di una vera e propria censura, unica arma di distruzione di massa all'interno del Web 2.0.


Mattia Corrente



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