Visualizzazione post con etichetta web. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta web. Mostra tutti i post

giovedì 10 maggio 2012

Studiare online gratis: si può, ma solo grazie alle grandi Università americane!

10 Maggio 2012


Di rivoluzioni la diffusione di Internet ne ha create parecchie. Ma nessuno si sarebbe aspettato un "ritorno al passato" nella modernità.

In un articolo recente di Repubblica, si annuncia una rivoluzione che ha dei precedenti: ovvero le lezioni presso i grandi istituti americani quali Harvard e Stanford diventano disponibili online gratuitamente. Come successe quando nacque Internet quindi, questo viene usato per diffondere la cultura universitaria. Ma mentre agli albori del Web, le lezione erano ristrette agli studenti delle stesse università, il progetto "Coursera" che nasce dalle due rivali di sempre si apre a tutti!

Harvard (cc license - Link alla foto originale )
Basta infatti una semplice registrazione gratuita per iscriversi alle lezioni online di questi grandi atenei (tra cui vi è anche Berkeley e Milt), scegliere la materia desiderata ed attendere il periodo in cui si svolgerà il corso.

In un periodo di profonda crisi per l'istruzione (almeno in Italia, considerata tra le ultime in fatto di qualità della cultura universitaria), si prospetta quindi una nuova visione della diffusione delle materie di formazione. Soprattutto, questo progetto va ad interessare chi non può permettersi di pagare una retta universitaria. Inoltre, permette di estendere la possibilità a tutti di formarsi presso le famigerate università americane, per un crescendo di "menti" pronte per il mondo del lavoro oramai globalizzato.


Mattia Corrente

giovedì 26 aprile 2012

PULITZER 2012: L’ASSENZA DEI ROMANZI E LA PRESENZA DEL WEB

26 Aprile 2012
Resi  pubblici i nomi dei vincitori del premio Pulitzer 2012 o, come viene chiamato da alcuni, dell’oscar per il giornalismo.  A sorprendere sono state la mancata assegnazione del premio per la narrativa (il quale non riceveva un “No award” da 35 anni) e la duplice vittoria della rete. Per la categoria Fiction erano in lizza “Train Dream” di Denis Johnson, “Swamplandia” di Karen Russel e “The Pale King” di David Foster Wallace, ma nessuno dei tre autori finalisti è stato ritenuto meritevole di ricevere il 
premio da 10mila dollari.

 Per quanto riguarda la sezione giornalistica, invece, sia il premio Editorial Cartoning che quello National Reporting sono stati assegnati a giornali online. Il primo è andato a David Wood, giornalista dell’Huffington Post, per il suo repotage sui veterani di guerra americani. In dieci articoli, raccolti sotto il nome di “Beyond the Battlefield”,  Wood  indaga e analizza la vita dopo la guerra, il ritorno a quella che a volte diventa impossibile chiamare normalità. Tra mutilazioni e disagi sociali, il giornalista cerca di far emergere in che modo, con gli aiuti giusti, sia possibile rendere meno doloroso il reintegro dei soldati nella quotidianità. Arianna Huffington, fondatrice (nel 2005) del log vincitore , ha così commentato la vittoria: “Siamo davvero grati per questo premio, che rappresenta il culmine della carriera di David Wood e la conferma che il grande giornalismo si sta affermando in maniera vigorosa anche sul web”.

(David Wood)
Il secondo dei premi citati è andato invece a Matt Wuerkervignettista per il Politico. I lavori di Wuerker sono tutti ritratti satirici della situazione politico-economica statunitense. Sul sito Pulitzer.org le sue vignette sono state definite “consistently fresh, funny cartoons” (consistentemente fresche e divertenti). John Harris, executive editor del Politico.com (fondato nel 2007), orgoglioso del premio, ha così commentato: “He knows that politics is serious stuff,…but he also knows that   covering politics and telling the story of politics should be a hell of a lot of fun. Nobody’s having more fun in this business than Matt Wuerker”(Sa che la politica è una cosa seria, ma sa anche che accantonare la politica e raccontare la storia dei politici potrebbe essere molto più divertente. Nessuno nel suo lavoro si diverte di più  di Matt Wuerker).

(Matt Wuerker)
Il New York Times, dopo aver ritirato ben due premi quest’anno (quelli per le sezioni Explanatory Reporting e International Reporting), ha descritto la decisione della Columbia University come “un segno del cambiamento dei panorama dei media”. Non è la prima volta che una testata online riceve un oscar al giornalismo (era giù successo con ProPublica nel 2010 e nel 2011), ma di sicuro le recenti decisioni della giuria Pulitzer riconfermano un’apertura meritata verso il web che molti attendevano da tempo.

Maria Serena Ciaburri 

sabato 21 aprile 2012

Come il web ci cambia la mente

21 Aprile 2012

Avete mai riflettuto su quali conseguenze subiremo nel corso della rivoluzione digitale?
Vi siete mai chiesti se saremo più intelligenti o più stupidi, grazie al Web del futuro?

Ci ha riflettuto su il linguista Raffaele Simone, nel suo libro "La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo". Lo ha intervistato Paola Rizzi in un articolo su metronews.it.

Quello su cui il professore si sofferma, è il cambiamento dei contenuti che il nostro cervello (e la nostra curiosità) acquisisce. Ovvero, si è passati dal leggere interi libri, "pochi ma buoni", ad avere oggi tutto il necessario sul web per informarsi ed imparare. Ma in quest'ultimo caso quello che facciamo è leggere piccoli articoli, dissolvere quindi più facilmente la concentrazione e di conseguenza anche la memoria.

"Stiamo guadagnando in velocità delle operazioni e ampiezza dei riferimenti a cui possiamo accedere...Si perde il concetto di autorevolezza e di garanzia delle fonti."

Con queste parole, denigra il concetto di "opera collettiva", perchè non garantita, non controllata.

Potendo dare una mia opinione personale, l'"opera collettiva" è sì rischiosa, ma porta notevoli vantaggi quali: la possibilità di confrontarsi ed arrivare ad una conclusione equa, l'ampiezza maggiore della ricerca delle fonti, la possibilità di divulgare facilmente e gratuitamente a tutti la conoscenza.

Quello che ha di veramente interessante questo articolo è la riflessione su come la nostra mente stia cambiando. Ci siamo abituati a digitare sui motori di ricerca le parole di cui non conosciamo il significato, le informazioni che vogliamo conoscere in tempo reale o il luogo che vogliamo visitare.

Si è persa sicuramente una tradizionale visione della conoscenza, vista come lettura di libri riguardanti un argomento specifico, ma si è guadagnata un più ampio spettro di informazioni (da verificare ovviamente), che grazie a collegamenti vari ci portano ad essere più propensi a conoscere piuttosto che a memorizzare.

A questo proposito vorrei invitarvi a rispondere ad un sondaggio sull'argomento, che trovate in homepage sulla sinistra.


Mattia Corrente

venerdì 13 aprile 2012

Youtube lancia "shows" in Italia e cresce come Web-Tv

13 Aprile 2012
Da pochi giorni è disponibile anche in Italia il servizio di Youtube denominato "Shows", lanciato già da ben due anni in USA.


In un momento della storia di Internet, in cui si discute tanto della legalità di servizi web che permettono di non pagare nulla e fruire contenuti (quali video, serie tv, film ecc..), Youtube lancia anche nel Bel Paese l'opportunità di guardare online e in maniera completamente gratuita serie tv, cartoni animati e show televisivi. 

Anche se i video a disposizione dell'utente non sono ancora così numerosi, è un passo avanti su una liberalizzazione dei contenuti per l' entertainment gratuito online. Tra questi è degno di nota il programma di Maurizio Crozza, che conduce "Italialand" su La7, ma non mancano contenuti anche per i più piccoli e per chi ama i documentari e lo sport.

Una piattaforma multimediale quindi, che si unisce alla vasta gamma di video che BigG già offre. Ma non va dimenticato che non mancano neanche contenuti in streaming live sul Tubo, che ci permette dunque di seguire eventi in diretta sia sportivi (un esempio è la trasmissione dell' America's Cup di Napoli 2012), sia per videogiocatori e curiosi di news internazionali.

E' interessante sapere che il web ci offre tante opportunità di fruire di contenuti multimediali totalmente gratuiti (non è infatti necessaria alcuna registrazione al sito di Youtube), e nel pieno rispetto della legge italiana, tra le più restrittive in materia di copyright.


Fonte: Link


Mattia Corrente