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martedì 17 aprile 2012

Treat or Trick ?


ogni domenica il giornale La Stampa dedica la sua ultima pagina a notizie scalzate dall'attualità e da altre storie, ma molte (fidatevi) meritano una seconda chance , come questa che ho letto la scorsa domenica


Londra, hacker ragazzino beffa l'antiterrorismo


Il capo del team poison, avvelenatori di computer, è un ragazzino di 17 anni, un inglese musulmano che si fa chiamare TriCk (trucco).La sua squadra di hacker è fatta da minorenni e il loro obiettivo è aggredire i palazzi del potere.
<<Non esiste un governo che ci possa fermare>>.
Hanno attaccato la Nato, Facebook e la English Defence League.
Si intrufolano, bloccano i programmi, portano via file, poi fanno i bulli su YouTube. Si filmano incappuciati. Non è uno scherzo, è una cosa che fa sempre più paura.Sfidano il mondo con le armi del terzo millenio.
L'ultimo bersaglio è stata la linea calda dei servizi britannici contro il terrorismo.
Paralizzata per 24 ore.




Trick ha fatto anche lo smergiasso con i giornali <<Per fregarli basta essere esperti di phreaking>>.
Una crasi pericolosa che mette assieme telephone e freak (persona bizzara), una sorta di peste da geek.
Significa: manipolare un sistema telefonico.
<<Un gioco da ragazzi>> che inquieta gli adulti.
Scotland Yard prima ha precisato, che nessun sistema interno è stato violato, che nessuna informazione sensibile è stata carpita, poi è andata a prendere TriCk a casa e l'ha portato in galera.
Non si è più bambini quando si gioca così. E anche la polizia adesso sa come catturare i fantasmi.


                                                                                                                                         Andrea Malaguti
                                                                                                              La Stampa, 15 aprile 2012, Torino



Qui potete trovare qualche informazione in più su questi "compagni di merende"
http://www.securitynewsdaily.com/1727-team-poison-hackers-taunt-uk-anti-terrorism-agency.html
http://www.freedominfonetwork.org/profiles/blogs/team-poison-hackers-claim-to-have-recorded-anti-terrorist-hotline
http://www.v3.co.uk/v3-uk/news/2167934/team-poison-hackers-threaten-authorities-leaders-arrest
mi dispiace ma ho solo trovato siti in inglese , in italiano non si trova nulla ...
Comunque per chi vorrebbe notizie direttamente dalla fonte, il leader del gruppo ha un account Twitter (https://twitter.com/#!/_teamp0ison) anche se dubito che adesso in carcere gli daranno la possibiltà di usarlo...


                                                                                                                                      Matteo Colombino

sabato 7 aprile 2012

Anonymous vs il "vile" governo cinese

7 Aprile 2012

Come abbiamo detto in un precedente post, l'informazione non è equamente libera in tutto il mondo.

Ancora a proposito delle restrizioni del governo cinese, negli ultimi giorni il gruppo "hacktivista" Anonymous ha oscurato ben 300 siti cinesi. Rivendica questo atto "Anonymous China" attraverso il suo canale twitter (social network oscurato in Cina, ma accessibile attraverso le Virtual Private Networks - VPNs).

Per chi non avesse mai sentito parlare di questo gruppo, il video seguente ve lo farà conoscere attraverso un esponente che è stato intervistato alle "Iene":





Anonymous non è un gruppo ristretto di persone con conoscenze informatiche di alti livelli, anzi! Nei loro annunci infatti specificano che Anonymous siamo tutti noi, ovvero tutti possiamo dare una mano alle loro iniziative.

Per alcuni potrebbero risultare degli ideali anarchici, scomodi.. Ad altri invece andrebbe a genio unirsi a questo gruppo che risulta molto attivo negli ultimi tempi. E' l'attualità a scandire le azioni di Anonymous, insieme con le opinioni della gente comune che vuole chiarezza su tutto.

"Caro governo cinese non sei infallibile, oggi vengono piratati i tuoi siti Internet, domani sarà il tuo vile regime a cadere". (Anonymous sui siti oscurati)


Se avete una vostra opinione a riguardo vi invito a commentare il post. Nasceranno dei pareri sicuramente contrastanti, ma è dalle discussioni che spesso si vedono i risultati.

Colgo inoltre l'occasione per augurarvi una buona Pasqua a tutti voi!


Mattia Corrente




Fonte: Link

domenica 1 aprile 2012

GaGa, la regina di Twitter e L.A.


Twitter, per Lady Gaga 20 mln di follower e per i manager...

Su Twitter per ogni utente che scrive ce ne sono 5 che leggono: questo apre uno spazio informativo per le aziende che hanno qualcosa da dire.
Farà sorridere, ma Lady Gaga è la prima utente di Twitter ad aver raggiunto i 20 milioni di follower. Il che non è una notizia da poco per quei manager che si stanno sforzando di immaginare forme di relazione e comunicazione con i propri clienti e prospect in un contesto che appare, ad uno sguardo superficiale, anarchico come i social media.

La reazione che hanno alcune aziende può essere infatti scomposta: Procter & Gamble ha dichiarato di abbattere i propri sforzi sui media tradizionali, anche con una riduzione significativa dell'organico e non solo del budget, per concentrarsi sui social ed il linguaggio e le tecniche da adottare sono ben diversi e decisamente sfidanti.
La scorsa estate il Comune di Los Angeles ha dovuto impedire l'accesso alle proprie tangenziali per un'intera giornata ed uno dei canali di comunicazione che ha utilizzato è stato chiedere proprio a Lady Gaga e ad Ashton Kutscher, ex marito di Demi Moore, di "twittare" la cosa.
Che questi soggetti - e, in modo più prosaico, coloro che aggregano audience sulle piattaforme social - siano nuovi media non può che essere un dato da cui non si può prescindere man mano che il consumo dell'informazione assume toni più personalizzati e più sociali e, in un'unica  parola, più liquidi.

                                                                                                                                   


Dopo il lavoro fatto da Fiorello anche in Italia, si è aperta una finestra temporale nella quale su Twitter è cresciuta la domanda di contenuti cui ancora non corrisponde un'adeguata offerta e qui nasce uno spazio per le imprese di accreditare le proprie competenze con iniziative appropriate e che rispettino il codice dello strumento.
Un codice diverso da quello di Facebook, meno legato all'intrattenimento e più pertinente al content marketing, a "raccontare una storia" che rappresenti la visione che l'azienda ha della reason why cui i propri prodotti, i propri servizi, soprattutto il proprio posizionamento mirano ad assolvere.
E' una finestra temporale non infinita: la sfida che le dotcom pongono in questo senso alle imprese tradizionali è aperta.
Chi ha più filo da tessere, lo faccia ed avrà un canale di comunicazione diretto, efficace e conveniente.



                                                                                                                                      Matteo Colombino