Kickstarter è una piattaforma online che offre la
possibilità agli utenti di condividere con altri le proprie idee progettuali e
di raccogliere fondi per realizzarle. La forza della piattaforma si basa sulla
pubblicizzazione dell’idea che si vuole realizzare e lo stabilimento di un
range di tempo massimo nel quale è possibile raccogliere online fondi per
il raggiungimento del budget prefissato.
Tra i tanti progetti nati grazie alla vetrina Kickstarter se ne distingue uno particolarmente interessante: MATTER. I suoi creatori sono Bobbie Johnson
e Jim Giles, due reporters freelance impegnati in testate come Wired UK e The
Guardian (il primo) e il New York Times e New Scientist (il secondo). Lavorando
in ambienti così stimolanti, i due
giornalisti vivono costantemente sulla
loro pelle la crisi della carta stampata e la progressiva riduzione di “meaty
news” (notizie sostanziose). Indagando nel loro ambiente, si accorgono di non
essere i soli a vedere del potenziale nella rete Internet e a volere dal
giornalismo (e da se stessi) qualcosa in più. Preoccupati che la pubblicità che
sostiene i giornali stia assumendo il ruolo da protagonista che spetta di diritto
alle notizie, optano per un ritorno alla purezza del “long-form journalism”, ma in maniera del tutto innovativa.
Bobbie e Jim sono convinti del fatto che “il mondo sia pieno
di storie, storie sulla scienza, la tecnologia, l’economia, l’ambiente e il
futuro, ma che alcune di queste non vengano dette” in quanto il giornalismo è
costretto da leggi economiche sempre più pressanti. Ed ecco l’idea: perché non
rendere disponibili queste storie direttamente in rete, creando un giornalismo
di qualità autofinanziato? Il progetto, che ha preso il nome di Matter, prevede
che ogni settimana venga pubblicata online, da parte di giornalisti esperti, “Just
one unmissable story” ("una sola imperdibile storia"), curata nei minimi dettagli, su temi scientifici, tecnologici o su argomenti normalmente tralasciati.
"Stiamo costruendo Matter per i lettori, non per i pubblicitari," sostengono Bobbie e Jim, "il buon giornalismo non è economico: richiede tempo e soldi affinchè i grandi reporters facciano del loro meglio. Questo significa che dobbiamo pagare. Ma non molto: circa 99 cents a storia. E' un esperimento per vedere se il giornalismo indipendente, fatto bene, può colmare il vuoto lasciato dai mezzi di comunicazione tradizionali".
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| (Bobbie Johnson) |
Ma il progetto, oltre al denaro necessario per autosostenersi, ha bisogno di fondi iniziali per autogenerarsi, fondi che però
mancano ai due giornalisti freelance. Così, afferma Jim Giles, si sono chiesti: “what we can do rather than sit back and complain, to fix this?” ("Che
cosa possiamo fare, invece che restare seduti e lamentarci, per risolvere tutto
questo?"). Ebbene, i due hanno proposto il loro progetto sulla piattaforma
Kickstarter, presentando Matter come la possibilità di ottenere del buon
giornalismo, con la sola garanzia dei loro curricula e con la speranza che
accompagna ogni idea nascente.
Bobbie e Jim, prefissandosi
un target di $ 50 000 da raggiungere in un mese, sono stati
felici (e increduli) di aver raggiunto l'obiettivo in sole 38 ore. Le donazioni sono continuate e il 24
Marzo scorso i due reporters hanno raccolto la cifra finale di $ 140,201,
dichiarando sulla piattaforma Kickstarter: "La risposta avura da tutti voi lì fuori è andata ben oltre i nostri sogni più impensabili".
Nata come una necessità ristretta, avvertita solo in ambito giornalistico, Matter si è così rivelata un'esigenza comune, avvertita da una buona fetta della popolazione stanca di un'informazione poco informativa. A firmare gli articoli targati Matter al fianco di Bobbie e Jim ci sono esperti del settore con background molto solidi: dal New Yorker al National
Geographic e dal Washington Post all’Economist.
"Non stiamo dicendo che questa sia un'enorme rivoluzione che sta cambiando l'universo", affermano i due reporters, "ma pensiamo che ci sia abbastanza mercato per quello che stiamo facendo... Pensiamo di poter fornire il supporto che serve e di poterlo fare in un modo che forse potrà in piccola parte aiutare il giornalismo, forse possiamo aiutare le persone a pensare un pò più in grande su come possono produrre materiale in futuro."Maria Serena Ciaburri







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