Twitter, per Lady Gaga 20 mln di follower e per i manager...
Su Twitter per ogni utente che scrive ce ne sono 5 che leggono: questo apre uno spazio informativo per le aziende che hanno qualcosa da dire.
Farà sorridere, ma Lady Gaga è la prima utente di Twitter ad aver raggiunto i 20 milioni di follower. Il che non è una notizia da poco per quei manager che si stanno sforzando di immaginare forme di relazione e comunicazione con i propri clienti e prospect in un contesto che appare, ad uno sguardo superficiale, anarchico come i social media.
La reazione che hanno alcune aziende può essere infatti scomposta: Procter & Gamble ha dichiarato di abbattere i propri sforzi sui media tradizionali, anche con una riduzione significativa dell'organico e non solo del budget, per concentrarsi sui social ed il linguaggio e le tecniche da adottare sono ben diversi e decisamente sfidanti.
La scorsa estate il Comune di Los Angeles ha dovuto impedire l'accesso alle proprie tangenziali per un'intera giornata ed uno dei canali di comunicazione che ha utilizzato è stato chiedere proprio a Lady Gaga e ad Ashton Kutscher, ex marito di Demi Moore, di "twittare" la cosa.
Che questi soggetti - e, in modo più prosaico, coloro che aggregano audience sulle piattaforme social - siano nuovi media non può che essere un dato da cui non si può prescindere man mano che il consumo dell'informazione assume toni più personalizzati e più sociali e, in un'unica parola, più liquidi.
Dopo il lavoro fatto da Fiorello anche in Italia, si è aperta una finestra temporale nella quale su Twitter è cresciuta la domanda di contenuti cui ancora non corrisponde un'adeguata offerta e qui nasce uno spazio per le imprese di accreditare le proprie competenze con iniziative appropriate e che rispettino il codice dello strumento.
Un codice diverso da quello di Facebook, meno legato all'intrattenimento e più pertinente al content marketing, a "raccontare una storia" che rappresenti la visione che l'azienda ha della reason why cui i propri prodotti, i propri servizi, soprattutto il proprio posizionamento mirano ad assolvere.
E' una finestra temporale non infinita: la sfida che le dotcom pongono in questo senso alle imprese tradizionali è aperta.
Chi ha più filo da tessere, lo faccia ed avrà un canale di comunicazione diretto, efficace e conveniente.
Matteo Colombino





Analisi ironica e lungimirante del mondo dei social network, che sempre più incide sulla nostra società. Bravo!
RispondiEliminaFlami & Ele