26 Aprile 2012
Resi pubblici i nomi dei
vincitori del premio Pulitzer 2012 o, come viene chiamato da alcuni, dell’oscar
per il giornalismo. A sorprendere sono
state la mancata assegnazione del premio per la narrativa (il quale non
riceveva un “No award” da 35 anni) e
la duplice vittoria della rete. Per la categoria Fiction erano in lizza “Train Dream” di Denis Johnson,
“Swamplandia” di Karen Russel e “The Pale King” di David Foster Wallace, ma
nessuno dei tre autori finalisti è stato ritenuto meritevole di ricevere il
premio da 10mila dollari.
Per quanto riguarda la
sezione giornalistica, invece, sia il premio Editorial Cartoning che quello
National Reporting sono stati assegnati a giornali online. Il primo è
andato a David Wood, giornalista
dell’Huffington Post, per il suo repotage sui veterani di guerra americani. In dieci
articoli, raccolti sotto il nome di “Beyond the Battlefield”, Wood
indaga e analizza la vita dopo la guerra, il ritorno a quella che a
volte diventa impossibile chiamare normalità. Tra mutilazioni e disagi sociali,
il giornalista cerca di far emergere in che modo, con gli aiuti giusti, sia
possibile rendere meno doloroso il reintegro dei soldati nella quotidianità. Arianna Huffington, fondatrice (nel 2005) del log vincitore , ha così commentato la
vittoria: “Siamo davvero grati per
questo premio, che rappresenta il culmine della carriera di David Wood e la
conferma che il grande giornalismo si sta affermando in
maniera vigorosa anche sul web”.
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| (David Wood) |
Il secondo dei premi citati è andato invece a Matt Wuerker, vignettista per il Politico. I lavori di Wuerker sono
tutti ritratti satirici della situazione politico-economica statunitense. Sul
sito Pulitzer.org le sue vignette sono state definite “consistently fresh,
funny cartoons” (consistentemente fresche e divertenti). John Harris, executive editor del Politico.com (fondato nel 2007), orgoglioso del premio, ha così
commentato: “He knows that politics is serious stuff,…but he also knows that covering politics and telling the story of politics should be a hell of a lot
of fun. Nobody’s having more fun in this business than Matt Wuerker”(Sa
che la politica è una cosa seria, ma sa anche che accantonare la politica e
raccontare la storia dei politici potrebbe essere molto più divertente. Nessuno
nel suo lavoro si diverte di più di Matt
Wuerker).
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| (Matt Wuerker) |
Il New York Times, dopo aver
ritirato ben due premi quest’anno (quelli per le sezioni Explanatory Reporting
e International Reporting), ha descritto la decisione della Columbia University
come “un segno del cambiamento dei panorama dei media”. Non è la prima volta che una testata online riceve un
oscar al giornalismo (era giù successo con ProPublica nel 2010 e nel 2011), ma
di sicuro le recenti decisioni della giuria Pulitzer riconfermano un’apertura meritata verso il web che molti attendevano da tempo.
Maria Serena Ciaburri







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