mercoledì 9 maggio 2012

Voci minacciate

9 maggio 2012

Mai come oggi così tante persone sono state o vengono minacciate o incarcerate per ciò che hanno scritto online.
Insieme all’uso sempre più intenso di Internet da parte di attivisti o di semplici cittadini per esprimere le proprie opinioni o interagire con gli altri, anche i governi stanno aumentando i livelli della sorveglianza, del filtraggio, delle azioni legali e di disturbo. Molte volte le conseguenze peggiori sono state l’arresto politicamente motivato di blogger e scrittori online per le proprie attività in rete e/o offline, in alcuni tragici casi arrivando anche alla morte. Giornalisti online e blogger rappresentano il 45% di tutti gli operatori dei media oggi detenuti nelle carceri del mondo.
Ecco dunque che Global Voices Advocacy (vedi post : La voce del mondo) lancia un nuovo sito-progetto chiamato Threatened Voices con l’obiettivo di contribuire a seguire i casi di repressione della libertà d'espressione online. Il sito presenta una mappa mondiale e uno schema cronologico interattivo che aiutano a visualizzare gli episodi di minacce e arresti di blogger in tutto il mondo, e rappresenta una piattaforma centralizzata per la raccolta di informazioni diffuse da organizzazioni e attivisti maggiormente impegnati su questo tema, tra cui Committee to Protect BloggersThe Arabic Network for Human Rights InformationReporters without BordersHuman Rights WatchCyberLaw BlogAmnesty InternationalCommittee to Protect JournalistsGlobal Voices Advocacy [tutti siti in inglese]
sito della foto 
Quali sono e dove vivono i blogger minacciati e silenziati?
Per diverse ragioni è difficile trovare informazioni accurate su blogger o giornalisti online arrestati, filtrati o minacciati, .
Primo, la segretezza intorno alla censura e alla repressione su Internet rende particolarmente difficile essere accurati. Non passa settimana senza resoconti di arresti di sempre nuovi giornalisti o attivisti online in Paesi quali l’Egitto o l’Iran, ma i dettagli e le motivazioni degli arresti sono spesso avvolti nel mistero.
Secondo, esiste ancora una certa confusione sulla definizione di “blogger”. Giornalisti professionisti vanno migrando sempre più spesso nei media online e sui blog alla ricerca di maggiore libertà, rimescolando i tradizionali ambiti operativi. E molti cosiddetti cyber-dissidenti in Cina, Tunisia, Vietnam o Iran non hanno dei blog personali. Altre volte, i blogger vengono arrestati per attività svolte offline anziché per quanto hanno pubblicato in rete.
Alcune volte questa confusione ha messo in difficoltà i difensori della libertà d'espressione nel riuscire a definire strategie e alleanze positive per aiutare i blogger e gli attivisti online, ma è sempre più importante continuare a insistere.

Per maggiori informazioni si possono seguire gli account twitter :
Committee to Protect Bloggers : https://twitter.com/#!/CPB
Reporters without Borders : https://twitter.com/#!/RSF_EU_Balkans
Human Rights Watch : https://twitter.com/#!/hrw 
Amnesty International : https://twitter.com/#!/amnesty 
Global Voices Advocacy : https://twitter.com/#!/Advox

Matteo Colombino





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