“Over 150 collections from 40 countries at your fingertips..”
Google Art Project è una piattaforma online che raccoglie 30
000 opere d’arte provenienti dai più grandi musei di tutto il mondo. Partito
nel 2009 da una catalogazione online dei maggiori capolavori del museo El Prado
di Madrid, il progetto si è evoluto due anni dopo in una raccolta artistica dal
respiro internazionale che ad oggi contiene le 150 collezioni musei come il Moma di New York, il Museu de Arte Moderna di San
Paolo in Brasile e la National Gallery of Modern Art di Nuova
Delhi in India.
Con una tecnologia che ricalca quella già utilizzata per Google Street
View, Google Art Project offre la possibilità di accedere alle sale dei musei
in qualsiasi ora del giorno e della notte a costo zero. Niente più code per la
biglietteria, sale colme di persone o barriere architettoniche: basta un
account Google gratuito. Si ha così l'occasione di avvicinarsi digitalmente
all’opera, ingrandire dettagli e scoprire notizie sul capolavoro e sull’autore.
Google Art Project, infatti, permette all’utente di documentarsi su ciò che sta
guardando (con testi scritti e video da Youtube direttamente caricati dal museo
di provenienza), di esprimere commenti e opinioni e di raccogliere i quadri più
significativi in una galleria personale. 46 delle opere più importanti contenute
nei musei virtuali sono state fotografate con la tecnologia Gigapixel, la
quale permette di ottenere foto ad una risoluzione incredibilmente alta. E’
possibile, infatti, misurare le spesse pennellate della “Notte stellata” di Van
Gogh, guardare negli occhi la Venere di Botticelli o perdersi tra la folla del
“Ballo al Moulin de la Galette” di Renoir.
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| (Dettaglio con tecnologia Gigapixel-Notte Stellata-Vincent Van Gogh) |
Per volere di Barack e Michelle Obama,
le tecnologie Google sono arrivate fino a Washington per garantire un
tour virtuale di uno dei più famosi monumenti della storia americana: la Casa
Bianca. Sono state aperte al pubblico
virtuale le sezioni dell’edificio normalmente aperte al pubblico ed in più sono
state fotografate alcune opere particolarmente importanti, tra cui il ritratto
di George Washington (in Gigapixel).
Aprile sono entrati a far parte della famiglia Art Project i Musei
Capitolini di Roma, i quali rappresentano, insieme alla galleria fiorentina
degli Uffizi, gli unici membri italiani partecipanti al progetto. Dino
Gasperini, assessore alle politiche culturali e centro storico della capitale,
ha così commento l’entrata romana nel progetto: “vedere le opere al computer non può, ovviamente, sostituire
la visione dal vero, né d’altronde ha questa pretesa, ma può offrire degli
strumenti che consentono di valorizzare la fruizione stessa. Dettagli non visibili ad occhio nudo, possono qui
essere ingranditi e indagati, consentendo molteplici e nuove letture delle
opere”.
La visione digitale e quella ad
occhio nudo non possono essere quindi paragonate, in quanto portatrici di
benefici differenti. Se la prima, infatti, porta con sè l’emozione della prima
visione di una tela, l’atmosfera di una sala e l’apprezzamento delle effettive
dimensioni dell’opera, la seconda consente una maggiore vicinanza e “intimità”
con questa, non ponendo vincoli di tempo e di accessibilità.
Il Google Art Project non rappresenta una
sostituzione, ma una ulteriore opportunità per avvicinare e comprendere l’arte.
Maria Serena Ciaburri






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