giovedì 12 aprile 2012

GOOGLE ART PROJECT

 

“Over 150 collections from 40 countries at your fingertips..”


Google Art Project è una piattaforma online che raccoglie 30 000 opere d’arte provenienti dai più grandi musei di tutto il mondo. Partito nel 2009 da una catalogazione online dei maggiori capolavori del museo El Prado di Madrid, il progetto si è evoluto due anni dopo in una raccolta artistica dal respiro internazionale che ad oggi contiene le 150  collezioni musei come il Moma di New York, il Museu de Arte Moderna di San Paolo in Brasile e la National Gallery of Modern Art di Nuova Delhi in India.


Con una tecnologia che ricalca quella già utilizzata per Google Street View, Google Art Project offre la possibilità di accedere alle sale dei musei in qualsiasi ora del giorno e della notte a costo zero. Niente più code per la biglietteria, sale colme di persone o barriere architettoniche: basta un account Google gratuito. Si ha così l'occasione di avvicinarsi digitalmente all’opera, ingrandire dettagli e scoprire notizie sul capolavoro e sull’autore. Google Art Project, infatti, permette all’utente di documentarsi su ciò che sta guardando (con testi scritti e video da Youtube direttamente caricati dal museo di provenienza), di esprimere commenti e opinioni e di raccogliere i quadri più significativi in una galleria personale. 46 delle opere più importanti contenute nei musei virtuali sono state fotografate con la tecnologia Gigapixel, la quale permette di ottenere foto ad una risoluzione incredibilmente alta. E’ possibile, infatti, misurare le spesse pennellate della “Notte stellata” di Van Gogh, guardare negli occhi la Venere di Botticelli o perdersi tra la folla del “Ballo al Moulin de la Galette” di Renoir.

(Dettaglio con tecnologia Gigapixel-Notte Stellata-Vincent Van Gogh) 

Per volere di Barack e Michelle Obama,  le tecnologie Google sono arrivate fino a Washington per garantire un tour virtuale di uno dei più famosi monumenti della storia americana: la Casa Bianca.  Sono state aperte al pubblico virtuale le sezioni dell’edificio normalmente aperte al pubblico ed in più sono state fotografate alcune opere particolarmente importanti, tra cui il ritratto di George Washington (in Gigapixel).


Aprile sono entrati a far parte della famiglia Art Project i Musei Capitolini di Roma, i quali rappresentano, insieme alla galleria fiorentina degli Uffizi, gli unici membri italiani partecipanti al progetto. Dino Gasperini, assessore alle politiche culturali e centro storico della capitale, ha così commento l’entrata romana nel progetto: “vedere le opere al computer non può, ovviamente, sostituire la visione dal vero, né d’altronde ha questa pretesa, ma può offrire degli strumenti che consentono di valorizzare la fruizione stessa. Dettagli  non visibili ad occhio nudo, possono qui essere ingranditi e indagati, consentendo molteplici e nuove letture delle opere”.

La visione digitale e quella ad occhio nudo non possono essere quindi paragonate, in quanto portatrici di benefici differenti. Se la prima, infatti, porta con sè l’emozione della prima visione di una tela, l’atmosfera di una sala e l’apprezzamento delle effettive dimensioni dell’opera, la seconda consente una maggiore vicinanza e “intimità” con questa, non ponendo vincoli di tempo e di accessibilità.

 Il Google Art Project non rappresenta una sostituzione, ma una ulteriore opportunità per avvicinare e comprendere l’arte.

Maria Serena Ciaburri 


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